LETTERA DEL PARROCO ALLA COMUNITA’

Arcidiocesi di Fermo
Unità Pastorale delle Parrocchie di San Pietro – Cristo Re -Civitanova Marche (MC)
LETTERA DEL PARROCO ALLA COMUNITA’
GIORNI “SENZA”: GIORNI “CON”, “PER”, “IN”!
Sono giorni strani, giorni “senza” (senza messe, nessun evento, pochi contatti…) e la prima cosa che balza al cuore, per me, è un sentimento di precarietà della vita. Mia e dei miei cari, mia e del mondo.
La vita è mia ma non dipende da me. Basta un invisibile virus, anche se dal nome regale…
Eppure voglio fare qualcosa, dare un senso a questi giorni di crisi.
Voglio accogliere questa precarietà non solo accettarla ma accoglierla e farne nascere una maggiore empatia perché diventino giorni “originali, creativi”: giorni “con” “per” “in”.
Domenica 15 marzo, per la prima volta, le chiese di tutta Italia saranno chiuse ai fedeli, che non potranno partecipare alla Messa e ricevere l’Eucaristia.
Saranno privi di Gesù?
Di Gesù Eucaristia, sacramento di Gesù, ma non di Gesù.
Sarà l’occasione per riscoprirlo nelle sue molte presenze.
«Quando ci si unisce con uno o più fratelli nel nome di Gesù, allora Gesù scatta misticamente in mezzo a loro, così come sull’altare scende realmente alle parole del sacerdote consacrante. Allora l’incontro col fratello diviene una sorta di Messa mistica. Io, il fratello, Gesù: in questa triade circola l’amore stesso della Trinità, poiché in chi ama egli discende e dimora col Padre e con lo Spirito Santo».
Così Igino Giordani nel 1964.
Come sono attuali queste parole.
L’Eucaristia è indubbiamente il luogo della presenza di Gesù per eccellenza.
La sua definizione di “presenza reale”, ha tuttavia lasciato un po’ nell’ombra altre modalità di
presenza, quasi che quella eucaristica fosse l’unica presenza “reale”, mentre le altre fossero meno “reali”, o addirittura semplicemente simboliche.
Il Concilio Vaticano II ha di nuovo messo in rilievo le molteplici presenze di Cristo, oltre che
nell’Eucaristia: negli altri sacramenti, ma anche nella Parola, tra quanti sono uniti nel nome di Cristo, nei suoi ministri, nei più piccoli dei fratelli con cui egli si è identificato (cf. Sacrosanctum Concilium, 7).
La presenza eucaristica, ha scritto Paolo VI, «si dice “reale” non per esclusione, quasi che le altre non siano “reali”, ma per antonomasia». Piuttosto che un luogo di Dio isolato rispetto agli altri, essa ha come fine quello di approfondire le altre presenze di Cristo nella comunità e in ogni suo membro.
È opportuno rileggere il pensiero del papa Paolo VI: «Tutti ben sappiamo che vari sono i modi secondo i quali Cristo è presente alla sua Chiesa. (…) Cristo è presente alla sua Chiesa che prega, essendo egli colui che “prega per noi, prega in noi ed è pregato da noi: prega per noi come nostro Sacerdote; prega in noi come nostro Capo; è pregato da noi come nostro Dio”; è lui stesso che ha promesso: “Dove sono due o tre riuniti in nome mio là sono io in mezzo a loro”. Egli è presente alla sua Chiesa che esercita le opere di misericordia non solo perché quando facciamo un po’ di bene a uno dei suoi più umili fratelli lo facciamo allo stesso Cristo, ma anche perché è Cristo stesso che fa queste opere per mezzo della sua Chiesa, soccorrendo sempre con divina carità gli uomini. È presente alla sua Chiesa pellegrina anelante al porto della vita eterna, giacché egli abita nei nostri cuori mediante la fede, e in essi diffonde la carità con l’azione dello Spirito Santo, da lui donatoci. (…)
Queste varie maniere di presenza riempiono l’animo di stupore e offrono alla contemplazione il mistero della Chiesa (Mysterium fidei, 36-40).
Anche il dolore di non poter partecipare all’Eucaristia – come in ogni altro dolore, a cominciare da quello che tutti affligge in questi giorni – è una “comunione” con Gesù. Nel suo libro Dove sei? I luoghi di Dio (2016), Padre Fabio Ciardi ha scritto:
«Mi trovo in una situazione che mi preclude l’accesso all’Eucaristia? È una situazione che mi
addolora: proprio questo dolore può darmi accesso diretto a Dio. Quando rientro nella mia
“stanza” non sento più la voce dell’Amato, mi ritrovo vuoto, nell’aridità, incapace di pregare? È una assenza che provoca un terribile dolore: proprio questo apre l’accesso a Dio. Il rapporto con la persona accanto a me, che mi era sacramento di Dio, si frantuma, così che essa mi diventa ostacolo a raggiungere Dio? È la comunione con Cristo tradito: proprio questo apre l’accesso diretto a Dio.
Sono i dolori che Cristo ha sperimentato sulla croce. Facendoli suoi e rivivendoli entra nel nostro stesso patire. Ci raggiunge là dove siamo. In ogni nostro dolore è lui che soffre in noi, Agnello di Dio che prende su di sé il peccato del mondo. Il mio dolore non è più, è diventato sacramento di Cristo: rimane lui stesso».
Dove sei Gesù? “Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
Gesù ha detto che sarebbe rimasto con noi, ma non lo possiamo vedere!
Quando Gesù era vivo era più semplice, si vedeva, si sentiva parlare, si poteva toccarlo; ora
sentiamo tante cose di Lui… ma dove lo possiamo trovare?
Le cose invisibili possono essere reali: la luce, ad esempio, non si vede ma c’è. E’ formata da tanti colori, che si vedono quando nel cielo compare l’arcobaleno! Allora la luce che è invisibile diventa visibile! Con Gesù accade qualcosa di simile. Lui è accanto a noi in tanti modi, ma dobbiamo imparare a trovarlo.
Nove “fonti”, nove “comunioni” ove poter incontrare e trovare Gesù:
– Comunione con Gesù nel nostro cuore;
– Comunione con Gesù nel fratello;
– Comunione con Gesù nella sua Parola;
– Comunione con Gesù nei ministri della Chiesa;
– Comunione con Gesù nei dolori;
– Comunione con Gesù nell’unione fraterna.
– Comunione con Gesù nei Sacramenti.
– Comunione con Gesù nella gioia.
– Comunione con Gesù nell’Eucaristia.
Il libretto che vi invio ci aiuterà a trovarle, gustarle e viverle insieme, sì da poter sperimentare la sua presenza di Vivente in mezzo a noi e dentro di noi!
Teniamoci in contatto: su whatsapp e consultate sempre il sito della nostra Unità Pastorale:
https://www.sanpietro-cristore.it/
Vi saluto fraternamente
Civitanova marche, li 14 marzo 2020
Don Mario Colabianchi, Parroco

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