PER PREGARE RIFLETTENDO,MEDITANDO,SPERANDO PAROLA CHIAVE:PAZIENZA

PER PREGARE RIFLETTENDO, MEDITANDO, SPERANDO

Sesto giorno Parola chiave: pazienza

Invocazione iniziale Siamo davanti a Te Padre nostro, Padre di tutte le cose e dell’umanità. Ci ritroviamo insieme per ascoltare la tua Parola e per vivere il tempo che ci dai come tuo dono. Nelle situazioni di ogni giorno ci chiami. La tua Parola è lampada ai nostri passi per seguire la via che ha percorso Gesù. Dona a noi il tuo Spirito, Spirito di fortezza e di speranza per mettere in pratica la tua Parola ed essere testimoni del vangelo che abbiamo ricevuto. Accensione della candela Chi accende la candela dice: La candela che accendiamo è segno della luce del Signore risorto presente in mezzo a noi Tutti i presenti: Illumina Signore la nostra vita Lampada per i nostri passi è la tua Parola Insegnaci Signore a leggere la nostra vita alla luce del vangelo Ascolto della Parola (Gc 5,7-11) Siate dunque costanti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore. Ecco, noi chiamiamo beati quelli che sono stati pazienti. Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e conoscete la sorte finale che gli riserbò il Signore, perché il Signore è ricco di misericordia e di compassione. Riflessione Pazienza è attitudine di ‘rimane sotto’ e sostiene una situazione pesante. Pazienza è anche attitudine di chi sa attendere, come i tempi della natura insegnano… Nela sua lettera Giacomo indica che la nostra attesa non è senza orizzonte ma è non solo verso un futuro (un tempo che sarà) ma verso un venire (un qualcuno che verrà e di visita nella nostra vita… Modello di resistenza sono nella Bibbia e nella storia i profeti: tutti coloro che hanno vissuto la resistenza in tempi difficili, accogliendo il presente come tempo di una chiamata a responsabilità… Un testo (Franco Lorenzoni, Piantiamo semi con i nostri figli, La Repubblica 17 marzo 2020) Da anni ci raccontano che oltre la metà dei lavori del futuro saranno totalmente nuovi, inimmaginabili oggi. Nessuno però aveva previsto che anche nel mestiere d’esser genitori potevano accadere slittamenti come quelli che stiamo sperimentando in queste settimane. Soli in casa con i nostri figli, per un tempo lungo senza fine certa, siamo chiamati a dare senso a una esperienza di isolamento e prossimità del tutto inedita. (…) Eppure questo spazio vuoto, che improvvisamente ci si trova a vivere insieme, potrebbe offrire stupori inediti alle relazioni reciproche, che sembrano non trovare mai tempo a sufficienza per essere distese, gratuite e disinteressate, non offese cioè da esigenze esterne e distrazioni interne. (…) Un gruppo di maestre umbre ha proposto ai bambini di piantare a casa un seme e seguire la sua crescita cosicché, quando riaprirà la scuola, ciascuno potrà mettere a terra in giardino la sua piantina insieme ai compagni, come segno tangibile di rigenerazione. Non arriveranno colombe con ramoscelli d’ulivo ad avvisarci che possiamo scendere dalla nostra piccola arca senza animali. Ma è certo che, quando usciremo, dovremo darci da fare a piantare alberi ovunque, perché dobbiamo educarci a prevenire altre catastrofi, imparando a cambiare un bel po’ le nostre abitudini. Salmo 56 2 Pietà di me, o Dio, perché un uomo mi perseguita, un aggressore tutto il giorno mi opprime. 3 Tutto il giorno mi perseguitano i miei nemici, numerosi sono quelli che dall’alto mi combattono. 4Nell’ora della paura io in te confido. 5 In Dio, di cui lodo la parola, in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un essere di carne? 6 Travisano tutto il giorno le mie parole, ogni loro progetto su di me è per il male. 7 Congiurano, tendono insidie, spiano i miei passi, per attentare alla mia vita. 8 Ripagali per tanta cattiveria! Nella tua ira abbatti i popoli, o Dio. I passi del mio vagare tu li hai contati, nel tuo otre raccogli le mie lacrime: non sono forse scritte nel tuo libro? 10 Allora si ritireranno i miei nemici, nel giorno in cui ti avrò invocato; questo io so: che Dio è per me. 11 In Dio, di cui lodo la parola, nel Signore, di cui lodo la parola, 12 in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un uomo? 13 Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto: ti renderò azioni di grazie, 14 perché hai liberato la mia vita dalla morte, i miei piedi dalla caduta, per camminare davanti a Dio nella luce dei viventi. Ricordiamo oggi in particolare tutte le persone morte in questi giorni, i loro familiari, condividiamo il loro dolore… “Era mio padre. Quello della foto un po’ sfocata nei necrologi di ieri. Era mio padre. Lo ricordo con una barba nera nera che mi insegnava a dare calci a un pallone nel parco sotto casa. Era mia madre. Quella signora elegante morta da sola in ospedale perché non si poteva entrare. Il dolore più grande. Lei. Da sola. Era mia madre. Che mi faceva posto nel letto grande quando avevo la febbre e mi sembrava, sempre, l’unica cura possibile. Era mio zio. Quel signore con gli occhiali che se n’è andato tra i tanti ieri. Era mio zio. Lo stesso che mi portava a giocare con i modellini di aerei e mi faceva volare restando con i piedi a terra. Era mia zia. La signora senza foto. Solo data di nascita e di morte. Era mia zia. Perché non possiamo neanche andare a casa sua a cercare una polaroid che la ritragga. Lei che a Natale mi ha regalato la prima macchina fotografica. Erano mio padre. Erano mia madre. Erano i miei zii, i miei vicini, i genitori, i parenti dei miei amici. Quelli che, adesso, non possiamo piangere. Quelli che, adesso, non possiamo abbracciarci per lenire il dolore. Quelli che tu non sai chi sono. Ma io sì. Quelli che, per qualcuno, sono “muoiono solo i vecchi”, “sì, ma erano già malati”, “ne muoiono molti di più per altre cause”. E, se sei tra quelli, vuol dire che questo, tutto questo, non ti ha davvero insegnato niente” Gabriele Corsi (da account Instagram) Preghiera A te affidiamo Padre questi nostri giorni. Ti chiediamo di accoglierli come tempo donato che viene dalle tue mani e ti chiediamo di rendere ogni ora una risposta al tuo disegno di amore per tutti. Manda il tuo Spirito per farci essere un piccolo raggio della tua luce.

Te lo chiediamo per Gesù Cristo nostro unico Signore

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