EDITORIALE OTTOBRE 2017

UNA COMUNITA’ IN USCITA:
IMPEGNATA NELLA FEDE, OPEROSA NELLA CARITA’, PERSEVERANTE NELLA SPERANZA!

OTTOBRE 2107
“Sognate anche Voi questa Chiesa”: verso famiglia, giovani e poveri
I grandi testimoni della fede non hanno avuto paura di sognare, di parlare dei loro sogni e di giocare la loro vita per il sogno di cui li ha resi partecipi il Signore: da Giuseppe il “sognatore”, che libererà Israele dalla schiavitù d’Egitto, a Giuseppe il “giusto”, sposo di Maria, che si fiderà di quanto l’Angelo gli ha detto in sogno per accompagnare la straordinaria vicenda della Vergine Madre di Gesù, tanti hanno sognato il sogno di Dio nella storia della salvezza. Il sogno del Signore potrà trasformare anche noi, tante volte prigionieri della paura e della fatica di vivere, in coraggiosi prigionieri dell’amore, testimoni appassionati del Vangelo: ciò che occorre è che il sogno non sia proiezione dei nostri desideri, ma dono dall’alto, sogno “diurno” (come amava chiamarlo Ernst Bloch, il filosofo della speranza), un sogno, cioè, a occhi aperti, suscitato da Dio, che ispiri scelte e impegni di vita piena e vera. Sono tre i volti di questo tipo di sogno che vorrei richiamare: il sogno come speranza; il sogno che ci porta ad abbracciare la Croce; il sogno che ci rende fratelli nell’unico Corpo di Cristo, la Chiesa.
Anzitutto, il sogno come speranza: tutti abbiamo bisogno di dare un senso alla nostra vita, in modo da poter leggere le opere e i giorni come segni di un unico sogno. Quale senso più bello e grande può esserci che quello di essere collaboratori di Dio per realizzare il suo sogno di unità e riconciliazione fra gli uomini e tirare nel nostro presente qualcosa del domani della Sua promessa? Diceva un innamorato di Gesù, prigioniero di Lui come Paolo e sognatore non meno di lui, dom Helder Camara, il Vescovo dei poveri: “Beati quelli che sognano: apporteranno speranza a molti cuori e correranno il dolce rischio di vedere il loro sogno realizzato”. Beati noi se sapremo sognare e trovare nel sogno di Dio il senso della nostra vita, quella speranza che potrà darci ali come aquila per farci guardare sempre più in alto verso la bellezza che non tramonta, in modo che nulla tolga alle nostre scelte e ai nostri passi il sapore di dono e d’impegno che rende bella la vita!
Il secondo aspetto che vorrei richiamare è quello del rapporto tra il sogno e la Croce: chi vive nella sequela di Gesù non è certo risparmiato dall’oscurità delle notti e delle prove della vita. A viverle, però, non è solo: Gesù è con lui. E quando si è con Cristo, dolori, prove e momenti bui si lasciano riconoscere come segni di un unico sogno d’amore, tappe e stagioni di un cammino che attraverso la Croce, accolta con fede, porta alla luce. “Beati quelli che sognano e sono pronti a pagare il prezzo più alto perché il loro sogno diventi realtà”: queste parole del Card. Leo J. Suenens, testimone convinto della profezia del Concilio Vaticano II, sono un invito a pagare il prezzo dell’amore per realizzare il progetto dell’Altissimo, che comunque non sarà mai superiore alle nostre forze, come ci assicura lo stesso Signore (cf. 1 Cor 10,13).
Infine, vorrei invitarvi a sognare insieme: “Chi sogna da solo è un sognatore; se sogni insieme ad altri, il sogno comincia a diventare realtà”. C’è un luogo in cui è possibile imparare a sognare insieme e a vedere il sogno che poco a poco diventa realtà: questo luogo è la Chiesa, casa e scuola della comunione, in cui i singoli si scoprono uniti da uno stesso sogno, il sogno di Dio! Proveremo, allora a “sognare” insieme, unendoci al “sogno” di Colui che il Signore ha posto a guida del Suo popolo in questo nostro tempo: Papa Francesco.
Con lui, ispirandoci specialmente all’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, manifesto programmatico del suo pontificato, ma anche ad altri suoi insegnamenti, guarderemo in questo anno alle realtà della famiglia, dei giovani e dei poveri, per discernere le scelte che il Dio vivente ci chiede di compiere, dandoci la forza di attuarle.
Perché questo avvenga, possiamo anzi dobbiamo camminare insieme con fede, intelligenza e amore a Cristo e alla Chiesa tutta. “Amare – diceva il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry – non significa stare a guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta.”
Concludo condividendo con voi una bella riflessione che è la preghiera di papa Francesco, nell’udienza generale di mercoledì 20 settembre 2017, sulla speranza.
La riporto con l’invito ad aprirsi alla speranza sempre, comunque e nonostante tutto.
“Pensa, lì dove Dio ti ha seminato, spera! Sempre spera. Non arrenderti alla notte: ricorda che il primo nemico da sottomettere non è fuori di te: è dentro. Pertanto, non concedere spazio ai pensieri amari, oscuri. CONTINUA IN ULTIMA

Questo mondo è il primo miracolo che Dio ha fatto, e Dio ha messo nelle nostre mani la grazia di nuovi prodigi. Fede e speranza procedono insieme. Credi all’esistenza delle verità più alte e più belle. Confida in Dio Creatore, nello Spirito Santo che muove tutto verso il bene, nell’abbraccio di Cristo che attende ogni uomo alla fine della sua esistenza; credi, Lui ti aspetta. Il mondo cammina grazie allo sguardo di tanti uomini che hanno aperto brecce, che hanno costruito ponti, che hanno sognato e creduto; anche quando intorno a sé sentivano parole di derisione. Non pensare mai che la lotta che conduci quaggiù sia del tutto inutile. Alla fine dell’esistenza non ci aspetta il naufragio: in noi palpita un seme di assoluto. Dio non delude: se ha posto una speranza nei nostri cuori, non la vuole stroncare con continue frustrazioni. Tutto nasce per fiorire in un’eterna primavera. Anche Dio ci ha fatto per fiorire. Ricordo quel dialogo, quando la quercia ha chiesto al mandorlo: “Parlami di Dio”. E il mandorlo fiorì.
Ovunque tu sia, costruisci! Se sei a terra, alzati! Non rimanere mai caduto, alzati, lasciati aiutare per essere in piedi. Se sei seduto, mettiti in cammino! Se la noia ti paralizza, scacciala con le opere di bene! Se ti senti vuoto o demoralizzato, chiedi che lo Spirito Santo possa nuovamente riempire il tuo nulla.
Opera la pace in mezzo agli uomini, e non ascoltare la voce di chi sparge odio e divisioni. Non ascoltare queste voci. Gli esseri umani, per quanto siano diversi gli uni dagli altri, sono stati creati per vivere insieme. Nei contrasti, pazienta: un giorno scoprirai che ognuno è depositario di un frammento di verità.
Ama le persone. Amale ad una ad una. Rispetta il cammino di tutti, lineare o travagliato che sia, perché ognuno ha la sua storia da raccontare. Anche ognuno di noi ha la propria storia da raccontare. Ogni bambino che nasce è la promessa di una vita che ancora una volta si dimostra più forte della morte. Ogni amore che sorge è una potenza di trasformazione che anela alla felicità.
Gesù ci ha consegnato una luce che brilla nelle tenebre: difendila, proteggila. Quell’unico lume è la ricchezza più grande affidata alla tua vita.
E soprattutto, sogna! Non avere paura di sognare. Sogna! Sogna un mondo che ancora non si vede, ma che di certo arriverà. La speranza ci porta a credere all’esistenza di una creazione che si estende fino al suo compimento definitivo, quando Dio sarà tutto in tutti. Gli uomini capaci di immaginazione hanno regalato all’uomo scoperte scientifiche e tecnologiche. Hanno solcato gli oceani, hanno calcato terre che nessuno aveva calpestato mai. Gli uomini che hanno coltivato speranze sono anche quelli che hanno vinto la schiavitù, e portato migliori condizioni di vita su questa terra. Pensate a questi uomini.
Sii responsabile di questo mondo e della vita di ogni uomo. Pensa che ogni ingiustizia contro un povero è una ferita aperta, e sminuisce la tua stessa dignità. La vita non cessa con la tua esistenza, e in questo mondo verranno altre generazioni che succederanno alla nostra, e tante altre ancora. E ogni giorno domanda a Dio il dono del coraggio. Ricordati che Gesù ha vinto per noi la paura. Lui ha vinto la paura! La nostra nemica più infida non può nulla contro la fede. E quando ti troverai impaurito davanti a qualche difficoltà della vita, ricordati che tu non vivi solo per te stesso. Nel Battesimo la tua vita è già stata immersa nel mistero della Trinità e tu appartieni a Gesù. E se un giorno ti prendesse lo spavento, o tu pensassi che il male è troppo grande per essere sfidato, pensa semplicemente che Gesù vive in te. Ed è Lui che, attraverso di te, con la sua mitezza vuole sottomettere tutti i nemici dell’uomo: il peccato, l’odio, il crimine, la violenza; tutti nostri nemici.
Abbi sempre il coraggio della verità, però ricordati: non sei superiore a nessuno. Ricordati di questo: non sei superiore a nessuno. Se tu fossi rimasto anche l’ultimo a credere nella verità, non rifuggire per questo dalla compagnia degli uomini. Anche se tu vivessi nel silenzio di un eremo, porta nel cuore le sofferenze di ogni creatura. Sei cristiano; e nella preghiera tutto riconsegni a Dio. E coltiva ideali. Vivi per qualcosa che supera l’uomo. E se un giorno questi ideali ti dovessero chiedere un conto salato da pagare, non smettere mai di portarli nel tuo cuore. La fedeltà ottiene tutto. Se sbagli, rialzati: nulla è più umano che commettere errori. E quegli stessi errori non devono diventare per te una prigione. Non essere ingabbiato nei tuoi errori. Il Figlio di Dio è venuto non per i sani, ma per i malati: quindi è venuto anche per te. E se sbaglierai ancora in futuro, non temere, rialzati! Sai perché? Perché Dio è tuo amico. Se ti colpisce l’amarezza, credi fermamente in tutte le persone che ancora operano per il bene: nella loro umiltà c’è il seme di un mondo nuovo. Frequenta le persone che hanno custodito il cuore come quello di un bambino. Impara dalla meraviglia, coltiva lo stupore. Vivi, ama, sogna, credi. E, con la grazia Dio, non disperare mai!”
Sognare: gli anziani devono trasmettere sogni. I ragazzi ci insegnano che occorre sognare. Anche quando gli inizi sembrano insignificanti.
Sognare. E pregare. Perché le cose, sognate insieme, con l’apporto di ognuno, abbiano un inizio da questa terra.
Don Mario, don Joseph, don Edmond, Diacono Tonino, Diacono Massimo e gli Operatori pastorali

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